Messico da bere

Se amate bere in Messico avrete un’ampia rosa di scelta in questo senso. Vengono prodotte tantissime etichette alcoliche e non, l’importante però è come sempre non esagerare anche perché da queste parti i problemi intestinali non sono affatto rari. Per cominciare, mai bere acqua dal rubinetto e scegliere quella in bottiglia sigillata. Se preferite un succo di frutta fresco, osservate che lo facciano al momento e con dei frutti che si possono sbucciare. Buona l’Agua de Jamaica che è un infuso di fiori di ibisco che viene servito freddo; sono comunque eccezionali e dissetanti tutte le bevande “agua de fruta”.

Se siete in cerca di birra la più famosa è la Corona, che siamo soliti gustare pure da noi, ma anche la Negra Modelo e XX Dos Equis. La varietà è tanta sia per le scure che per le chiare, sin da quando furono introdotte in Messico dai minatori immigrati dalla Germania. images

 Da segnalare la famosa  “Michelata” che è fatta con birra e succo di lime e viene  servita con il sale a bordo bicchiere. Vi è anche la variante “cubana”, con  aggiunta di tabasco e salsa inglesa.

Di alcolico potete provare kahlua, liquore al caffé con aggiunta di vaniglia, il rum o uno zabaione fatto a Puebla adatto a tutti.

 

Un liquore particolarmente forte è l’aguardiente, mentre tra i cocktail internazionali come dimenticare la pina colada, succo di ananas, rum e cocco e il daiquiri, rum, succo di limetta e zucchero.

(photo credit: Thinkstock)

 

 

Le altre bevande alcoliche popolari in Messico sono i fermentati dell’agave una pianta grassa molto comune.

Ai tempi precolombiani dalla fermentazione dell’agave si otteneva una bevanda alcolica detta pulque destinata solo ai sacerdoti. Il pulque è il padre del mezcal e della tequila.

Il mezcal è una bevanda dal gusto forte e ruvido. Per tradizione nella bottiglia si aggiunge un grosso verme biancastro, parassita dell’agave, che si deposita sul fondo. A chi finisce la bottiglia si offre il privilegio di estrarre il verme e di mangiarselo.

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Infine esiste la tequila. Anche in questo caso si contano marche per tutte le tasche e quindi di differenti qualità. Ci sono molti modi per bere tequila. Il classico rimane con limone, sale sangrita.

La sangrita è un succo di pomodoro e peperoncino. In questo caso ti servono due bicchierini uno contenente la tequila e l’altro con la sangrita. Si alterna un sorso di tequila a uno di sangrita. Non è male.

 

In molti casi la tequila viene bevuta allungata con una bevanda gasata a base di pompelmo. In questo caso disgraziatamente la tequila serve solo per aumentare il grado alcolico alla bevanda di pompelmo.

Il Messico, non dimentichiamolo, resta il più antico produttore di vino delle Americhe, ma i suoi abitanti non vanno proprio pazzi per questa bevanda. I vigneti principali si trovano nella Valle di Guadalupe vicino a Ensenada e nella Baja California. In ogni caso, qualunque sia la vostra scelta ricordatevi come regola principale, che è importante che le bottiglie siano aperte davanti a voi, per evitare qualunque problema di salute dovuto alla eventuale scarsa igiene. Il vino in Messico è un prodotto considerato un po’ chic. Si serve solo in certi locali.

Il resto delle bevande alcoliche e superalcoliche sono di importazione. Se entrate per esempio in  un ristorante italiano sicuramente sullo scaffale del bar riconoscerete la bottiglia di Vecchia Romagna e altri amari e grappe del Bel Paese.

Solo ai maggiorenni è consentito comprare o bere alcolici in locali pubblici. Diversamente dagli Stati Uniti in Messico è possibile acquistare bevande alcoliche nei negozi di alimentari (che abbiano la licenza per farlo). Si può comprare alcol nei negozi solo fino alle nove e mezza di sera. E’ questa una misura di sicurezza per non trovarsi con troppa gente che beve in strada.Quando ci sono le elezioni nazionali è vietato vendere alcolici fin dal giorno del Sabato fino ad elezioni concluse. L’alcool è infatti un grosso problema per i messicani, e nei paesi e nelle città è facile incontrare Centri per alcoolisti anonimi.

Per il momento è tutto, vado a farmi un aperitivo!

Luca P.

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